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Comune di Montelanico

Le chiese

CHIESA DEL GONFALONE

si trovava a sud del Borgo, sullo spazio ora occupato dalla vegetazione arborea che adorna il monumento ai Caduti. Di essa resta ora la torre campanaria e parte della parete di destra con una cappella nella quale si custodisce un magnifico quadro del Redentore, dipinto a tempera su legno ed attribuito da vari critici d’arte — tra i quali il Marocco — alla scuola raffaellesca. In origine questo piccolo tempio sì chiamava S. Maria delle Grazie e prese il nome del Gonfalone quando l’omonima Confraternita vi si trasferì per officiarla e costruirla a sue spese, il tempio, che era una sola navata, venne eretto nel 1542, successivamente ampliato e consacrato nel 1629 dal Vescovo Pasolini di Segni. Le descrizioni che sono rimaste sottolineano la bellezza del soffitto ripartito a cassettoni, sui quali risaltavano sbalzati nel legno i Misteri della Vergine, ed illustrano anche il valore artistico di una statua della Madonna in terracotta del 1636 di Giovanni Paolo Muzi, oltre ad una immagine di S. Michele Arcangelo, dipinta su uno stendardo, usato nelle processioni, dal pittore tedesco Giovanni Giuseppe Lenne

CHIESA S. PIETRO APOSTOLO

E’ la chiesa più importante tra quelle rimaste, situata nel punto ove anticamente si apriva la porta principale del Castello, cioè a dire, al termine della salita del « Muriglio », o via di S. Pietro. Dal lato opposto risultava congiunta con il Palazzo Ducale. Nel 1750 Don Gerolamo Pamphily la fece ricostruire dalle fondamenta perché danneggiata dai terremoto del 1702.
Questa chiesa parrocchiale è ad un’unica navata con due cappelle per lato; tra la prima e la seconda del lato destro, all’altezza dei rispettivi archi, era collocata fino a qualche tempo addietro, una grata in ferro dietro la quale i Signori feudali potevano assistere alle celebrazioni religiose, isolati dalla popolazione presente. Particolarmente degni di rilievo sono un bellissimo quadro ad olio del Camuccini, raffigurante la Madonna del Soccorso, e sulla parete a destra dell’altare maggiore un artistico ciborio per gli Olii Santi, scolpito in pietra bianca, con ogni probabilità, dagli artisti della scuola di Mino da Fiesole. E’ purtroppo andato perduto un quadro ovale, attribuito alla scuola del Reni, ma con evidenti tracce della mano di questo maestro, sul quale era dipinta la Vergine Addolorata. Al di sotto del pavimento della chiesa si trovano ancora i resti delle antiche sepolture.

CHIESA SANT’ANTONIO « TIGRI »

E’ un piccolo tempio situato nella piazza Vittorio Emanuele II, quasi prospiciente la fontana dei Biondi e venne edificalo nel 1702 a spese del Marchese Francesco Tigri, Vice Governatore di Montelanico al tempo dei Pamphily. Sebbene dedicata a Sant’Antonio da Padova, gli abitanti del paese seguitano a chiamarla con il nome del mecenate che la edificò. Questa chiesa, piuttosto piccola, non presenta alcun interesse né artistico né architettonico. È soltanto una testimonianza della munificenza del nobile Francesco Tigri il cui stemma, unito a quello di Leone XIII, è riportato sulla facciata, in una delle lapidi interne vengono giustamente ricordati i due sacerdoti di Montelanico che vi apportarono altri restauri dopo quelli disposti dal Papa Leone XIII nel 1884: don Ercolano Ercolani e don Vitellio Raimondi.

CHIESA DELLA MADONNA SS DEL SOCCORSO

sorge alle pendici orientali del paese, tra verdi alberi di acacie, ìn prossimità del torrente Rio. E un piccolo santuario, molto venerato dai Montelanichesi, che custodisce una miracolosa immagine della Madonna del Soccorso. La popolazione di Montelanico ha tramandato di generazione in generazione, con immutata fede, il culto per la sua Celeste Patrona. Nel secolo scorso, il Santuario era meta di numerosi pellegrinaggi, soprattutto alla vigilia della terza domenica di settembre, fissata come giorno della Festività Patronale, all’alba della quale tutta la popolazione di Montelanico si recava devotamente e si reca tuttora ad ascoltare la S. Messa con riti e tradizioni rimaste immutate nel corso dei secoli.
Un ignoto artista affrescò l’immagine della Vergine del Soccorso verso gli inizi del secolo XV su una icone al lato dell’unico sentiero che in quei tempi portava al Castello di Montelanico. E’ logico supporre che in seguito, al fine di preservare il dipinto dalle intemperie, sia stata costruita una piccola cappella. Successivamente essa dovette essere ampliata e nell’anno 1636 la Chiesa del Soccorso venne restaurata dalla Società del Gonfalone con il concorso di opere e contributi dei fedeli così come risulta dalla lapide posta a destra dell’ingresso del tempio. In quell’occasione, la primitiva immagine « diu figurata » — ossia raffigurata da lungo tempo, come è scritto nella stessa epigrafe esistente tuttora — fu sostituita con un quadro della Madonna. Da altre fonti si apprende ancora che anche quel quadro, alla fine del secolo XVII, venne rimosso e sopra l’antico affresco, già precedentemente ricoperto, fu dipinta un’altra immagine della Vergine, la stessa che è pervenuta, fino ai nostri giorni. Un Comitato locale, che nel 1931 aveva provveduto ai restauri deila chiesa, notò che il volto della Vergine era stato intaccato dall’umidità e la Sovrintendenza delle Belle Arti, dopo aver eseguito un minuzioso esame, dichiarò che sotto il dipinto barocco, si celava un affresco dì epoca assai più remota. Nel 1941, sotto la direzione dei Proff. Matthia, Zamponi e Cricianelli, i lavori eseguiti riportarono alla luce il primitivo affresco. li Sovraintendente ai monumenti del Lazio dell’epoca, Prof. Terenzio, a lavori ultimati, ammirò il restauro e definì bellissimo l’affresco riesumato considerandolo di valore storico e di interesse nazionale. Il giudizio del Sovraintendente così conclude: «L’affresco, liberato dalla ridipintura barocca, appare ora nel suo aspetto originale; dì notevole interesse è la variante iconografica dei Bambino inginocchiato che si protende verso la Madre; è opera che risale ai primi decenni del quattrocento ed è risultata più importante di quanto le gravi ridipinture non lasciavano supporre». Ancora oggi, durante la mistica e commovente cerimonia che si rinnova ogni anno alla vigilia della Festa, prima dell’aurora, si effettua lo scoprimento della Madonna e ad esso assistono numerosi fedeli che anche dai più lontani luoghi tornano al loro paese d’origine per rendere omaggio devoto alla Vergine del Soccorso, alla quale i loro avi si sono rivolti nei momenti di sconforto e di pericolo.

CHIESA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO